La luce dell’alba filtra attraverso la vegetazione colorando i cespugli di un verde irreale e fiabesco e le 2 orecchie davanti a me non danno cenno di avermi sentito arrivare.

A metà settembre sulle montagne della Costiera dei Cech il silenzio riprende lentamente i suoi spazi.
Le auto che sfrercciano con la musica a tutto volume se ne vanno l’ultima domenica pomeriggio d’agosto e i paesi si spopolano un’attimo prima di settembre.

A settembre le condizioni meteo migliorano. O piove o c’è il sole!
I fastidiosi temporali pomeridiani se ne vanno, assieme all’umidita e al vento forte.

In questa stagione riprende per me la voglia di fare escursioni in montagna, voglia che a dire la verità non si spegne mai del tutto. L’alzarsi presto la mattina diventa una specie di rito ed aprire la porta e vedere che fuori è ancora buio ed il cielo è pieno di stelle, mi rincuora sul fatto che sarà sicuramente una giornata lunga e soleggiata.

L’auto rimane ancora una volta nel box e la piccola lampada a led rimane spenta.
Conosco il sentiero nel bosco dietro casa e il bosco conosce me: non ho nulla da temere!

I rumori del bosco mi sono famigliari perchè li sento di notte anche dalla mia camera da letto e qualche fruscio più vicino del solito mi ricordano perchè amo questi orari.

I piccoli paesi che attraverso sono ancora addormentati anche se la scarsa presenza di auto nei parcheggi indica chiaramente che ben poche persone sono rimaste qui dopo la fine di agosto.
Un fruscio più forte del solito mi fa voltare di scatto giusto in tempo per vedere 5 meravigliosi cervi che si infilano di corsa giù per il sentiero dal quale sono appena sbucata. Troppo buio per vederli bene e troppo veloci per…verderli bene!

Comincio a sentire il rumore del ruscello e il cielo comincia a schiarirsi.
E’ settembre ed è caldo come se fosse agosto, eppure nell’aria qualcosa anticipa che l’autunno arriverà presto.

Il ruscello è ormai vicino e con il suo vociare copre ogni rumore del bosco.
Anche i miei passi diventano più silenziosi e automaticamente smetto di respirare quando all’improvviso vedo 2 orecchie pelose che spuntano dai cespugli di more.

La luce dell’alba filtra attraverso la vegetazione colorando i cespugli di un verde irreale e fiabesco. Le 2 orecchie davanti a me non danno cenno di avermi sentito arrivare nonostante il loro continuo muoversi frenetico in cerca di segnali di pericolo.
Il torrente continua a coprire i miei impercettibili rumori e forse l’aria porta via nella direzione opposta la mia emozione.

Un cervo all’improvviso, anzi due!

E’ questo quello che penso quando dopo alcuni interminabili secondi le 2 orecchie improvvisamente si accorgono di me e i volti di non uno ma due cervi emergono dalla vegetazione.

Mi guardano come se si chiedessero da dove sono spuntata fuori, probabilmente non riescono ad accettare che i loro sensi li abbiano traditi in quel modo. Il più piccolo accenna ad una fuga, forse per testare se sono pericolosa o no, ma si ferma immediatamente ed entrambi ricominciano a masticare l’erba che hanno in bocca.

Il tutto dura un’eternità di secondi durante i quali l’alba continua prepotentemente a cambiare il gioco di luci e colori. Vorrei rimanere qui ad osservarli per sempre ma il cervo più grande decide di raccogliere ancora un po’ di erba e poi se ne vanno entrambi lentamente con le orecchie girate al massimo nella mia direzione per capire se li seguirò oppure no.

Non li seguo, naturalmente!

Il ruscello copre ogni loro rumore come aveva qualche secondo prima coperto i miei. Apetto un po’ e poi riprendo a camminare con il sorriso stampato in faccia.

Serena